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Ribeca
Strumento ad arco molto piccolo e con un suono acuto e nasale.
Le sue origini sono attribuibili ad una derivazione dal rebab arabo, portato in Spagna dai Mori durante le loro invasioni.
In varie testimonianze scritte iberiche appaiono riferimenti ad uno strumento ad arco “da gamba”, mentre documenti iconografici del centro e del nord Europa raffigurano la ribeca da braccio, simile alla lira greca (cassa più larga e cavigliere a forma di disco).
La forma di questo strumento più come era comunque di uno strumento dalla cassa piccola e piriforme in legno duro, unita al manico in un unico corpus (su cui era posizionata una tastiera).
La tavola armonica, su cui erano tese non più di due o tre corde, era provvista di due fori a forma di C o di semicerchio adatti all'uscita del suono.
La tipologia di suono prodotta dalla ribeca, così aspra e particolare, la rese apprezzata ed apprezzabile in determinati contesti (essa venne citata anche nel Decamerone di Boccaccio).
Il Quattrocento vide un fiorire di forme e dimensioni per quanto riguarda questo strumento musicale, ma fu solo nel Rinascimento che vennero prodotte innumerevoli testimonianze letterarie ed iconografiche riferite al suo utilizzo pubblico.
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