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Flauto
Strumento a fiato particolarmente amato, a causa della capacità evocativa e rilassante delle sue note: questo profondo amore per la dolcezza del flauto è ravvisabile nelle denominazioni che ciascun paese diede a questo strumento (flauto dolce in Italia, flùte douce in Francia, recorder in Inghilterra dal latino “recordare”, ricordare).
Esistevano due tipologie di flauti: flauto traverso e flauto diritto o dolce, molto più antico del primo.
Di entrambe le famiglie di strumenti a fiato non ci sono pervenute testimonianze iconografiche dettagliate risalenti al Medioevo (circostanza che non rende scontato il loro utilizzo in questo periodo storico), mentre copiose sono quelle dell'epoca successiva.
In epoca medievale è nota la diffusione di un flauto insolito, a sei fori anteriori, con cui si modulava la pressione del fiato per emettere suoni di estensione differente.
Il flauto diritto o dolce classico invece, possiede otto fori (uno per il pollice della mano sinistra, tre anteriori per la mano destra e quattro per la sinistra) uno dei quali è posto dietro il corpo principale e serve per ottenere suoni più acuti (facendovi uscire l'aria).
La forma definitiva di questo strumento fu assunta nel XVI secolo.

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