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Famiglia Della Rovere


Stemma della famiglia Della Rovere



Le origini della famiglia Della Rovere vanno fatte risalire alla città di Savona: si narra che essi fossero di umile condizione sociale.

La dinastia acquistò prestigio nel momento in cui essi fecero derivare il proprio ceppo dall'omonima famiglia torinese dei conti di Vinovo: adottarono il loro stemma (azzurro con al centro una quercia dorata) ed entrarono ufficialmente nella cerchia delle famiglie più in vista d'Italia.

Il primo esponente di questa casata che ebbe rilevanza per le sue numerose azioni politiche e per le opere di mecenatismo fu sicuramente Francesco I, salito al soglio pontificio nel 1471 con il nome di Papa Sisto IV.
Egli fu un uomo molto sobrio e curioso, particolarmente scaltro e smaliziato nel collocare e favorire i propri parenti nelle più prestigiose cariche politiche e sociali (sei dei suoi nipoti furono nominati cardinali, mentre altri congiunti divennero condottieri della Chiesa); Sisto IV fu anche un uomo deciso e spietato nel voler raggiungere gli obiettivi prefissati, al fine di rendere Roma una grande potenza all'interno del paese.



Fu proprio con Papa Sisto IV che Roma passò dalla sua fase medievale a quella rinascimentale: il Pontefice amava moltissimo le arti e, per questa ragione commissionò la costruzione e la ristrutturazione di numerosi edifici (nonchè la loro decorazione) presso i grandi artisti del momento (un esempio particolarmente importante è costituito dalla Cappella Sistina, edificio sacro che porta il nome del Papa).
Egli permise alla città di mutare e di stare al passo con i tempi facendo costruire nuove strade e allargando quelle vecchie, edificando nuovi ponti e ordinando al ristrutturazione delle vecchie strutture.
La rinascita della città e la politica bellicosa del Pontefice costarono ingenti somme di denaro, che, per un certo lasso di tempo, lasciarono vuoto il tesoro papale.
Grazie alle sue doti di statista e di uomo di cultura, egli riuscì comunque a rendere prestigiosa agli occhi del mondo la città e ad arricchire la propria famiglia.

A Francesco I succedettero i tre nipoti Leonardo (sposato con una figlia del Re di Napoli ed ottenne il Ducato di Sora), Bartolomeo (vescovo di Ferrara) e Giuliano: quest'ultimo, in particolare, dopo essere stato nominato cardinale venne eletto Papa nel 1503, con il nome di Giulio II.

Il nuovo Pontefice tentò di seguire le orme del suo predecessore: egli mise in atto numerose opere di mecenatismo, politiche ed economiche, tanto grandi da renderlo ancor più famoso dello zio.
Egli infatti compì diverse campagne militari in veste di condottiero (il suo nome papale fu scelto in onore del grande Giulio Cesare) e portò sotto il dominio di Roma nuovi territori.
Nonostante le numerose spese che le guerre comportarono egli fu in grado di arricchire nuovamente le casse e di poter permettere alla città di Roma di favorire artisti e letterati di grande prestigio.
Egli fece affrescare la Cappella Sistina e decorare le Stanze Vaticane, nonché pose le basi per la costruzione dei primi Musei Vaticani (espose numerose sculture della sua collezione personale nella corte Belvedere, aperta ad un pubblico di artisti e studenti).




Un altro nipote di Sisto IV, Giovanni della Rovere, fu sicuramente uno degli esponenti della casata più amati di tutti i tempi: egli fu Signore di Senigallia dal 1474 al 1503, Vicario di Mondavio e Capitano generale della Chiesa.
Egli sposò la figlia di Federico di Montefeltro, Giovanna e fu un ottimo principe amato particolarmente dai suoi sudditi.
Una delle numerose opere che egli portò a termine fu sicuramente la bellissima Rocca di Senigallia, struttura che ad oggi riporta ancora i segni del suo gusto.

A Papa Giulio succedette suo nipote, Francesco Maria I Della Rovere: egli ebbe la fortuna di ereditare non solo i domini derivanti dalla sua casata, ma anche quelli ereditati dallo zio Guidobaldo da Montefeltro che, rimasto senza figli, lo adottò prima di morire.
Tra i possedimenti lasciatigli dallo zio Montefeltro egli acquisì il Ducato di Urbino, nel 1508.
Francesco Maria I sposò Eleonora Gonzaga e, nella sua vita, si mise al servizio della Chiesa in veste di condottiero: per i suoi servigi, nel 1513 gli fu assegnata la città di Pesaro.

Il figlio di Francesco Maria I, Guidobaldo, fu anch'egli un grande amante dell'arte: nella sua vita egli finanziò numerosi letterati ed artisti, rendendo la corte di Pesaro tra le più eleganti e prestigiose della penisola.
Questo amore per il bello ed il raffinato portarono la città a dover affrontare grandi spese finendo per gravare sulle tasse dei sudditi: queste conseguenze portarono ad un gran malcontento popolare.



L'ultimo esponente della famiglia Della Rovere fu il figlio di Guidobaldo, Francesco Maria II.
Uomo di grande sensibilità artistica, egli rinunciò al ducato a favore del figlio Federico Ubaldo nel 1621, ma la sua morte prematura (1623) lo costrinse a riprendere il governo tra le sue mani.
Egli decise, nel 1625 di deporre il proprio governo a favore di Papa Urbano VIII, stremato dalle continue insistenze del Pontefice.

L'ultimo erede dei Della Rovere si ritirò a vita privata dedicandosi alle arti ed allo studio, mentre i territori appartenuti alla sua famiglia furono assorbiti dai De' Medici, in quanto l'ultima esponente Della Rovere, Vittoria, si sposò con Ferdinando II De' Medici.

La ricca biblioteca invece, venne incorporata da quella Apostolica Vaticana.
















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