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Balestra
Incerte sono le origini di questo importante strumento militare: la paternità è tuttora contesa tra la Grecia e la Cina, anche se si può supporre un origine dell'arma indipendente ed un primo utilizzo da parte di uno di questi due paesi.
In Grecia, uno strumento simile alla balestra fu introdotto nel 400 a. C. chiamato “balista”, ma esso si distingue per le dimensioni ed i meccanismi di funzionamento.
In Cina invece esistono documenti e testimonianze archeologiche di strumenti militari risalenti al 200 a.C molto vicini all'idea di balestra.
Quest' arma, inizialmente trascurata negli scontri a causa dei costi e delle difficoltà tecniche presenti nella sua costruzione, in poco tempo si rivelò pericolosa e micidiale, tanto che fu addirittura vietato il suo utilizzo da parte dei cristiani da Papa Innocenzo II nel 1139.
Essa era così temuta a causa della sua grande forza ed incisività che permetteva al dardo di penetrare persino nelle salde e sicure armature dei nobili; inoltre, l'addestramento al suo utilizzo era molto più veloce di quello per l'efficace uso dell'arco.
A discapito della balestra però, c'era la pesantezza della struttura, nonché il suo caricamento difficoltoso, che richiedeva qualche minuto in più.
Le balestre di allora erano costituite da un arco di legno o acciaio montato su una struttura chiamata teniere; dall'arco partiva una corda tesa e bloccata da un meccanismo denominato noce.
Per scagliare il dardo, la freccia o altri strumenti di offesa, la corda veniva sbloccata premendo su un piolo o un grilletto chiamato chiave.
L'utilizzo della balestra venne abbandonato solo dopo la scoperta delle armi da fuoco, fino a circa il XVI secolo.
Prima di allora, essa rappresentò la più letale arma che un soldato solo potesse maneggiare.
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