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Arpa
Strumento della famiglia dei cordofoni con una peculiarità che lo contraddistingue dagli altri strumenti a corda: il piano di giacenza delle corde è perpendicolare a quello della tavola armonica.
L'arpa non ebbe quasi certamente origini occidentali e la sua diffusione viene ricondotta ai cantori irlandesi (l'Irlanda fu tra i primi paesi europei ad utilizzarla correntemente) che nel Primo Medioevo percorrevano tutta l'Europa narrando le loro storie ed accompagnandosi con numerosi strumenti.
Essa, pur appartenendo agli strumenti “bassi” venne da subito accolta con grande consenso, anche dall'aristocrazia: essa veniva spesso suonata alle feste ed ai banchetti, in presenza di personaggi illustri e di prestigio.
Sin dal XIII secolo l'arpa venne sesso nominata nell'ambiente colto, spesso utilizzando termini diversi: cythera barbarica, cythera anglica con forma triangolare, chrotta britannia quadrangolare di origine celtica.
L'attuale denominazione di questo strumento deriva dal termine germanico harpe, che stava ad indicare la tecnica di afferrare le corde con le dita: la parola venne spesso evitata dagli scrittori teorici, ma molto utilizzata dai poeti e prosatori del Trecento e Quattrocento, circostanza che ha portato al suo attuale utilizzo.
La struttura dell'arpa era variabile nelle dimensioni (esistevano arpe trasportabili attaccate ad una cinghia ed arpe fisse, troppo grandi per essere spostate con facilità) e nel numero di corde, che oscillava tra le sette e le venticinque.
Questo strumento conobbe un successo crescente che lo portò addirittura ad essere tra i preferiti dalle damigelle, sia come strumento da suonare che da ascoltare.

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